L’impianto waste-to-energy riceve i rifiuti solidi urbani e li stocca in una fossa.
Un carroponte miscela i rifiuti e li getta nella tramoggia di carico, per poi trasferirli sulla griglia tramite un alimentatore a pistone. Un sistema di controllo integrato garantisce che le operazioni procedano in modo stabile ed efficiente e regola la posizione del fuoco sulla griglia.
L’energia rilasciata dalla combustione viene utilizzata per produrre vapore surriscaldato. Questo viene poi espanso in un gruppo turbina-alternatore per generare elettricità.
I gas rilasciati dai rifiuti, invece, vengono miscelati con aria secondaria e gas di combustione per essere ricircolati sopra la griglia; in questo modo si aumenta l’efficienza energetica del processo. La combustione completa aiuta inoltre a ridurre le emissioni di CO, NOx e VOC.
In un secondo momento, si procede con il trattamento dei gas di combustione secondo gli standard di emissione più rigorosi, tramite un sistema avanzato di controllo dell’inquinamento atmosferico. Prima di rilasciarli nel camino, li si monitora più volte.
Il sottoprodotto della combustione, ovvero la cenere inerte residua, cade nell’estrattore delle ceneri pesanti. Da qui la si preleva e convoglia in un’area dedicata al recupero dei metalli, per un eventuale riutilizzo.
L’intero processo dimostra come un moderno impianto di termovalorizzazione possa rappresentare una fonte di energia affidabile per le comunità locali.